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Tra il dire e il fare c’è di mezzo…Via Cupa Mare

Cupa Mare#ConcretezzaEVolontà? Avete letto? Così chiosava il Sindaco il 10 Agosto 2015 in un suo messaggio lanciato su Facebook in merito al completamento dei lavori di Via Cupa Mare. A giudicare però dai fatti sembrebbe che l’Amministrazione comunale non aveva fatto i conti con la Giustizia la quale sarebbe intervenuta nei mesi successivi facendo emergere un sistema basato sulle mazzette e sui favori fra le ditte locali, tecnici e politici. Sistema da noi battezzato “Bancomat San Giorgio” che denunciavamo da anni, tra l’indifferenza dei cittadini sangiorgesi.
Nella storia di Via Cupa Mare c’erano tutti i più illustri tra gli indagati: la ditta appaltatrice D’Alessandro Costruzioni, il Direttore dei lavori nonchè Dirigente del Settore Infrastrutture Arch. Carmine Intoccia ed il Responsabile del Procedimento nonché Funzionario tecnico Agr. Raffaele Peluso. A mancare, ciliegina sulla torta, non poteva anche che essere lo storico Assessore ai Lavori Pubblici (ai tempi di Giorgiano) nonché attuale Sindaco Giorgio Zinno. I reati a loro imputati, ricordiamo, vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla concussione e alla turbativa d’asta fino alla corruzione.Nei mesi scorsi il nostro portavoce Danilo Cascone si è recato in visita sul cantiere sollecitato da alcuni titolari di attività che operano nella zona esasperati dal degrado e dal prolungarsi di un incubo che non sembra voler vedere la fine, nonostante le tante e rassicuranti promesse di apertura.

Per la verità la sola cosa ad aprirsi  nei mesi scorsi fu il manto stradale il quale, a causa delle forti piogge, è ceduto sotto il peso insostenibile degli automezzi da lavoro, creando una vera e propria voragine. Voragine poi eliminata poche settimana fa dalla ditta appaltatrice stessa.
Sono seguiti poi altri sopralluoghi da parte delle nostri portavoce in Consiglio Patrizia Nola e Rosanna Tremante le quali hanno poi invitato i residenti della zona in Commissione Urbanistica, Lavori pubblici ad esporre le problematiche vissute quotidianamente al fine di sollecitarne degli interventi.

Voragine Via Cupa MareCerchiamo però di ricostruire assieme la cronologia di questa triste vicenda.

Il progetto definitivo dei lavori di Lavori di sistemazione di Via Pagliare e Via Cupa Mare – I° lotto – Sistemazione di via Cupa Mare fu approvato con Delibera di Giunta Comunale 368 del 25/10/05, successivamente con Delibera di Giunta Comunale n. 43 del 05/03/2009, a fronte degli interventi in corso di esecuzione da parte della Società Autostrade Meridionali S.p.A. nonché degli indirizzi dell’Amministrazione Comunale, si è approvato l’adeguamento del progetto definitivo.
Nel 2009 si decideva di suddividere l’appalto in due lotti, il primo prevedeva la sistemazione di Via Cupa Mare e il secondo di Via Pagliare.
A fronte di ciò, nel 2010, veniva pubblicato il bando di gara per l’affidamento della progettazione esecutiva e lavori del primo lotto, più precisamente “Appalto Integrato Lavori sistemazione via Pagliare e via Cupa Mare – I Lotto – Sistemazione Via Cupa Mare” per un importo a base di gara di € 1.416.159,07 oltre CNPAIA e IVA, è così distinto:
1) lavori a corpo: € 1.389.647,55 oltre iva, compresi € 17.803,91 quali oneri per la sicurezza, non soggetti a ribasso d’asta;
2) progettazione esecutiva: € 16.169,23 oltre 2% CNPAIA e IVA;
3) adempimenti tecnico-amministrativi art. 31 C.S.A. € 10.342,29 oltre 2% CNPAIA e IVA.
L’appalto veniva aggiudicato, attraverso procedura di gara aperta, mediante massimo ribasso percentuale, alla ditta D’Alessandro Costruzioni con sede in via Tufarelli III trav. a sx n. 8 – 80046 San Giorgio a Cremano (NA) per l’importo complessivo di 814.866,36 oltre I.V.A. e Cassa compresi € 9.216,46 per la progettazione esecutiva, € 5.895,11 per gli adempimenti tecnico-amministrativi ed € 17.803,91 quali oneri della sicurezza non soggetti a ribasso d’asta.
Il progetto esecutivo,  redatto dall’arch. Mario Giuseppe Salvatore Giudice, veniva approvato con la Delibera di Giunta comunale n. 287 del 21 Giugno 2011.
Con la Delibera di Giunta n. 380 del 12 Dicembre 2013 veniva approvata la variante tecnica al progetto già approvato. In dettaglio le motivazioni erano quelle di aumentare la ricettività del sistema fognario di via Cupa Mare cercando di raccogliere e convogliare la maggiore quantità di acqua eliminandola dalla sede stradale realizzando una nuova condotta di acque bianche e migliorando il sistema di captazione superficiale. La suddetta variante non comportava aumento dell’importo contrattuale.
Successivamente, il 30 Settembre 2014, con Delibera di Giunta comunale n. 294, veniva approvata una nuova variante, senza aumento di spesa, per una nuova pavimentazione dei marciapiedi.
Le motivazioni di questa variante appaiono alquanto deboli, infatti si legge testualmente :
  • CONSIDERATO che la pavimentazione in basolato presente in alcuni punti del territorio è causa di contenzioso che, come risulta da documentazione agli atti, ha raggiunto dimensioni per numero di casi incontrovertibilmente preoccupanti. Gli incidenti e i conseguenti infortuni lamentati, però, non si verificano con la stessa frequenza e intensità quando la pavimentazione del marciapiede è costituita da cubetti di pietra lavica;
  • RILEVATO che la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e Provincia in data 23/07/2014 con nota protocollo n. 18674 ha espresso, per quello che qui interessa, parere favorevole sulla variazione rispetto al progetto originario e cioè in merito alla previsione di una pavimentazione in cubetti di pietra lavica invece che in basoli;
Si comprende quindi che la variante prevede di sostituire la pavimentazione dei marciapiedi inizialmente prevista in basoli con i cubetti di pietra lavica.
Si intuisce, però, che la differenza sostanziale tra i due tipi di pavimentazione lapidei consista nel prezzo. Infatti è noto che la pavimentazione in basoli è molto più costosa di quella in cubetti….quindi ci dovrebbe essere un risparmio per l’amministrazione? Agli atti risulta che tale variante non comporti variazione di spesa.
A seguito dei famosi fatti giudiziari, menzionati in precedenza, che hanno visto per protagonisti il RUP Raffaele Peluso ed Direttore dei Lavori Carmine Intoccia, oltre che l’impresa D’Alessandro Costruzioni, il 19/11/2015 è stato nominato un nuovo RUP e un diverso Ufficio Direzione Lavori sotto la guida del Dirigente pro tempore ai Lavori Pubblici Ing. Edgardo Beato.
In funzione delle indagini della magistratura tutta la documentazione tecnico-amministrativa relativa all’opera veniva posta sotto sequestro e non è possibile reperire ad oggi ulteriore materiale documentale.
Dalla nota 3019/2016 del 18/01/2016, a firma dei componenti del nuovo Ufficio Direzione lavori, risulta che attualmente siano stati emessi n.5 S.A.L. (stati di avanzamento dei lavori) per un importo complessivo di 752.774,34 € alla ditta D’Alessandro Costruzioni, da cui per differenza risulta un ammontare residuo di 46.980,45. L’opera pertanto, se si escludono le 2 varianti pari a circa 400.000 €, è stata quasi del tutto liquidata alla ditta applatatrice. Eppure recandosi sul cantiere sembra di essere ancora in alto…mare.
Inoltre, risultano liquidate all’impresa lavori extra contratto per un importo di 206.838,29 € quali lavori per attività espropriative e 209.639,88 € per spostamento sottoservizi.
Infine, in data 17 Febbraio 2016, avveniva un incontro tra i rappresentati dell’amministrazione e dell’impresa D’Alessandro, dal cui verbale risulta, che la nuova data di ultimazione dei lavori è fissata al 30 Giugno 2016, e che l’impresa si impegna a completare le opere di progetto già approvate e ad effettuare le prove di laboratorio.
A questo punto non ci resta che fare un ennesimo nodo ad un fazzoletto oramai sempre più sgualcito e maltrattato…stessa sorte toccata ai cittadini.

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