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RIFLETTORI SU BANCOMAT SAN GIORGIO

Il 15 novembre, presso le fonderie Righetti di Villa Bruno, si è svolta la manifestazione “BANCOMAT SAN GIORGIO” con la partecipazione del Vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

L’evento era incentrato sugli sprechi e l’allegra gestione dell’amministrazione comunale di San Giorgio a Cremano, in un momento in cui si aumentano le tasse e si diminuiscono i servizi ai cittadini.

Una manifestazione organizzata dal M5S di San Giorgio senza alcuno scopo propagandistico, ma  semplicemente per rispettare l’impegno assunto con i cittadini  alle ultime elezioni amministrative: accendere i riflettori sulle attività della giunta comunale, già programmate o da programmare, valutandone la validità secondo il criterio della trasparenza e del bene comune.

Folta la partecipazione dei cittadini, accorsi ad ascoltare nel dettaglio alcuni fra i casi più eclatanti, che abbiamo già documentato e denunciato ed i cui atti troverete sul nostro sito www.movimentosangiorgio.it nella sezione “trasparenza”.

Giuseppe Capurso, Danilo Cascone, Emanuele Alcidi e Luigi Pugliese si sono soffermati, in particolare, su:

  • Cucina da campo, acquistata con alimentazione ad energia elettrica e trasformata dopo qualche mese ad alimentazione a gas spendendo € 14.500
  • Wikipedia: 9.000 euro spesi per aggiornare i dati del Comune su un sito gratuito
  • 42 cestini gettacarte pagati 914 euro / cadauno
  • Pulmini fantasma: 18.000 euro spesi per un servizio mai ricevuto
  • Arredo centro polifunzionale acquistato a prezzi esorbitanti
  • 204 tabelloni elettorali da 1 metro per 2 pagati 165 euro cadauno
  • Pulizia seggi elettorali con importi fuori dalla logica
  • Anagrafe cimiteriale: un servizio affidato ma contemporaneamente già svolto da altra azienda

Le conclusioni sono state di Luigi Di Maio che, partendo anche da esperienze in Comuni amministrati dal M5S, ha dichiarato che una buona amministrazione è possibile, un’oculata gestione dell’ente locale, attenta ai temi dell’ambiente, del sociale, delle innovazioni, della razionalizzazione delle risorse è dato già operante.  Invece lo spreco del denaro pubblico, si traduce in privazione di servizi e diritti per i cittadini.

Quella di San Giorgio a Cremano, ha proseguito Di Maio, è una situazione purtroppo alquanto diffusa nei territori che, oltre a far arricchire gli “amici degli amici”, condiziona di certo anche la libertà di voto. Per questo motivo bisognerebbe innanzitutto modificare il codice degli appalti che, attualmente, regola le modalità di spesa in direzione opposta al livello generalizzato di corruzione, come è anche documentato in diversi rapporti della Guardia di Finanza. Del resto non è solo  il M5S a sollevare tali critiche; la pensano così anche il governatore della Banca d’Italia Visco e Raffaele Cantone, presidente dell’anticorruzione, che conoscono bene il pericolo e le storture che questo sistema genera.

La collaborazione fra gruppi locali del M5S ed i portavoce in Parlamento, aggiunge Di Maio, ha lo scopo  di alzare il livello di confronto con le istituzioni, e dichiara che nei prossimi giorni, sul caso specifico di San Giorgio a Cremano,  richiederà un incontro con il Prefetto di Napoli. Inoltre si farà in modo di portare alla Camera ed al Senato le questioni più spinose attraverso interrogazioni parlamentari.

Purtroppo l’evento non ha avuto l’auspicata partecipazione, al di là di poche eccezioni, della stampa. I fautori della teoria che “quello che non si sa, non è successo”, quelli che temono di perdere il primato di visibilità e protagonismo, quelli che vogliono obliare notizie e fatti imbarazzanti, hanno messo in atto, ancora una volta, la  censura, privando i cittadini di una corretta informazione: un’ altra occasione persa.

Ma “stiano sereni” la macchina della indignazione è ormai in movimento, e se sentirete qualche tremore è la frana che scricchiola.

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