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Il Sindaco risponde all’interrogazione sull’accordo salva-GORI

Ricordate l’accordo Salva-Gori che prevedeva uno sconto di 157 milioni interamente a carico dei cittadini (leggi qui l’articolo)?

Grazie all’interrogazione fatta dal cons. Cascone possiamo finalmente capire i motivi ed i fatti che hanno permesso tale accordo.

Il Sindaco Giorgiano il giorno 27 Ottobre non potendo recarsi all’assemblea, delegò un consigliere comunale della maggioranza: il cons. Velotta. Quest’ultimo capì da subito il clima teso che c’era, a causa della presenza di numerosi dipendenti GORI, preoccupati del loro futuro lavorativo e tentò di contattare telefonicamente il Sindaco, senza tuttavia riuscirci.

Così, impossibilitato nel concordare e  condividere le nuove argomentazioni con Giorgiano, il cons. Velotta ebbe l’ardua e difficile scelta dell’approvare o meno la riduzione del debito accumulato dalla Gori. Forse, preso da un grande senso di generosità e di sensibilità, il nostro consigliere decise di salvare la società idrica. Giorgiano viene a conoscenza di quanto accaduto, quindi, solo successivamente, ma se ne assume la piena responsabilità e si scusa per la scelta fatta da questa amministrazione e dichiara, inoltre, che in qualche modo cercherà di porre rimedio in futuro.

Ma Sig. Sindaco come potrà rimediare ad una scelta già presa?

Lei ha avuto la possibilità di mantenere il suo impegno con i cittadini e di fare la cosa più ovvia, ma non l’ha fatto!

I suoi cittadini per pochi mq non dichiarati (facciamo riferimento ai rilevamenti per il calcolo IMU e alle conseguenti cartelle esattoriali), l’hanno pagata cara! E invece alla GORI abbuoniamo 157 milioni di euro???

Sig. Sindaco ci spieghi dov’è la coerenza in questo? tutto questo è inaudito!

Dal nostro punto di vista le responsabilità sono prima di tutto sue Sindaco, poiché il sistema di delega non deve esistere in assemblee come quella di cui stiamo parlando,  di fondamentale importanza per l’intera area vesuviana e per la città di San Giorgio. Il Sindaco DEVE trovare  il modo ed il tempo per essere presente e, nel caso estremo in cui sia stato del tutto impossibile esserlo, sarebbe stato meglio delegare persone come Consiglia Salvio, una concittadina referente del comitato “acqua bene comune” piuttosto che un consigliere comunale che ha disatteso  le volontà di questa amministrazione e dei cittadini.

E poi ovviamente la responsabilità personale è anche del cons. Velotta,  che subendo la pressione dei lavoratori, (ma non  quelle dei comitati) ha contraddetto tutto quello che quest’amministrazione aveva espresso sul tema acqua.

A cosa sono serviti i suoi moniti Sindaco? i suoi gesti simbolici, quali la bandiera “Acqua bene comune” esposta al Municipio, la sostituzione nelle sedute consiliari di bottiglie di acqua di società note con un brocca di acqua da rubinetto, che valore hanno o hanno avuto?

Come è andata l’assemblea lo abbiamo potuto vedere dalle riprese diffuse in rete. Abbiamo visto la presenza dei comitati che  vibratamente e rumorosamente protestavano, abbiamo ascoltato il suo collega, Sindaco di Roccapiemonte che era presente senza delegare nessuno, e che nel suo lucido intervento ha motivato il suo voto contrario! Se lo vada a rivedere quell’intervento, vedrà che c’è anche un altro modo di fare il Sindaco!

Più che salvare i lavoratori, che in un fallimento sarebbero stati assorbiti da chi subentrato nella gestione (magari aziende municipalizzate, così come il risultato del referendum ha stabilito) forse abbiamo salvato il solito carrozzone politico, fonte di voti e potere.

 

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