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Il caso Publiservice…

riscossione_tributiQualsiasi Pubblica Amministrazione dovrebbe adottare, nell’espletamento della proprie funzioni, dei semplici criteri riassumibili con l’acronimo delle tre “E”: economicità, efficienza ed efficacia. Si tratta di principi elementari che dovrebbero guidare tutte le scelte di un Ente pubblico.

Eppure l’Amministrazione del nostro Comune, con tutti i protagonisti che si sono succeduti, non manca mai di riservare sorprese ed esempi di negligenza colposa; basta aprire un faldone per trovare l’ennesimo episodio di cattiva, e soprattutto dannosa, gestione. L’ultimo caso che vogliamo portare all’attenzione del cittadino e (magari) agli onori della cronaca riguarda il prossimo contenzioso fra il Comune e la società di gestione e riscossione delle entrate “Publiservizi SRL“.

Nel 2013 l’Amministrazione comunale decide di affidare ad un Ente terzo la riscossione ordinaria e coattiva dei tributi comunali: cosap- imu-tasi-tari. Si redige il capitolato d’appalto e si pubblica il bando, come da prassi. Tra le ditte che presentano l’offerta economica più vantaggiosa viene scelta la sopracitata Publiservizi che, a distanza di poco tempo, si aggiudicherà anche l’appalto per la sosta a pagamento.

A partire da questo momento e per i successivi anni la stipula finale del contratto viene continuamente rimandata. Nel frattempo l’azienda sostiene di aver accantonato le somme necessarie alla fideiussione di garanzia dell’accordo, adempimento burocratico obbligatorio per dare esecuzione all’appalto affidato.  Solo nel 2016, e solo sotto sollecitazione del Segretario generale, il Comune interviene per dirimere la questione. Purtroppo però, nel frattempo, la riscossione della nota TARI (la tassa sull’igiene urbana) che rappresentava il volume maggiore di questi flussi di cassa, è diventata un onere, per effetto della normativa nazionale, a carico dell’Agenzia delle entrate tramite il “modello F24”, venendo meno pertanto anche la necessità principale del ricorso ad un appalto esterno.

La Determina dirigenziale dell’annullamento dell’affidamento (il contratto, lo ricordiamo, non è stato mai stipulato) arriva solo nel Luglio 2017 a quasi quattro anni dall’inizio dell’avventura e in barba a qualsiasi norma di buon senso.

La Publiservizi, naturalmente, (loro sì economici, efficaci ed efficienti…) ha citato in giudizio il Comune per tutti i possibili danni derivanti da questa gestione sregolata.

Ci piacerebbe sbagliare ma abbiamo motivo di credere che anche questa volta una banale vicenda burocratica si trasformi in un costo oberante e infruttuoso. Ancora una volta l’inefficienza amministrativa, correndo il rischio di produrre l’ennesimo debito fuori bilancio,  erode i fondi che una città sana dovrebbe destinare al verde pubblico, all’illuminazione urbana, alla sicurezza stradale, alla mensa scolastica. Peccato.