Questi Fantasmi (atto II)

Commedia in stile farsa del 2014 sul progetto di “accoglienza fantasma” per 116 migranti per la regia del Sindaco Zinno&Co!

Il primo atto di questa ennesima pantomima messa in scena dall’Amministrazione comunale si era chiuso con una nostra interrogazione consiliare comprensiva di tutti i dubbi relativi al modus operandi adottato nella fattispecie in oggetto (clicca qui per visualizzare il precedente “atto”).
Ma, da uno studio più attento del “copione”, sono emerse tali e tante anomalie, che abbiamo ritenuto opportuno segnalarle per iscritto direttamente al Ministero degli Interni (Dipartimento Immigrazione), al Servizio Centrale SPRAR, alla Prefettura di Napoli e all’ANAC (visualizza qui il nostro esposto).

Ecco, si apre così il II ATTO dal titolo “Anomalie”…: “’E fatt’ so chist’, stateci a sentire”:

 

LE MODALITA’ DI AFFIDAMENTO

Come già evidenziato nel nostro esposto all’Autorità Nazionale Anti Corruzione il 30 Gennaio scorso (clicca qui per visualizzarlo) se in altri Comuni si è proceduto con una gara pubblica, come previsto dalla legge, per l’individuazione di un operatore del Terzo Settore per la gestione dei servizi di ospitalità, a San Giorgio a Cremano, invece, è stato effettuato un “anomalo” affidamento diretto attraverso una Delibera di Giunta, ossia un atto tipicamente di indirizzo politico. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma da quando in qua è la politica a decidere quali devono essere i soggetti affidatari di servizi, sostituendosi agli uffici tecnici?

                                                                                                                                                                                                LA GESTIONE DEL PROGETTO

Volendo tralasciare l’assenza totale dei migranti sul territorio, la quale farebbe venir meno proprio il principio dell’adesione ad un progetto che ha come obiettivo l’integrazione dei richiedenti asilo nella comunità locale, la nostra attenzione si soffermerà ora, su altri aspetti oltremodo interessanti.
Con la Delibera di Giunta del 2014, oltre alla già citata individuazione del soggetto affidatario, si è provveduto anche a stipulare con lo stesso una convenzione (per visualizzarla clicca qui) per stabilire le modalità operative di svolgimento del progetto di durata triennale (2014/16). Tra queste vi era l’individuazione, a titolo di quota di cofinanziamento (circa €90.000 annui), di 4 unità provenienti tra i dipendenti dell’Ente comunale.
Ma, dal momento che, come si è appreso dall’interrogazione discussa recentemente in aula di Consiglio, nessuna di queste è stata designata, quasi, quasi…ci sorge il dubbio sul fatto che anche la suddetta quota sia stata trasferita al soggetto affidatario (ARCI Napoli) anziché essere trattenuta dal Comune per il pagamento degli stipendi al personale individuato.

Ma c’è dell’altro ancora… Laddove la convenzione triennale stipulata tra il Comune e l’ARCI Napoli, prevedeva l’organizzazione di incontri mensili nelle strutture di accoglienza con personale dell’Ente comunale per verificare i risultati e gli obiettivi raggiunti dal programma di accoglienza, nei fatti, la risposta alla nostra interrogazione da parte del Vice Sindaco, ci conduce ad una realtà del tutto “virtuale”, in cui il Settore competente ha ritenuto la sola corrispondenza telematica, strumento sufficiente tale a garantire il buon andamento del progetto. Prodigi dell’era informatica!
E non finisce qui… Nel corso del tempo numerose sono state poi le convenzioni integrative rivolte ad incrementare la platea di beneficiari fino ad arrivare alla cifra di 116 migranti ospitati tutti in strutture ubicate sul territorio di Napoli. Il tutto avvenuto in totale assenza di titoli autorizzatori (che non risulterebbero agli atti) da parte della Giunta comunale partenopea come invece previsto dagli obblighi normativi.
Stessa sorte è toccata a gran parte degli atti di liquidazione, ossia i pagamenti effettuati dal Comune ad ARCI Napoli, a seguito dei trasferimenti monetari da parte del Ministero (ad oggi pari a circa 2 milioni di €), i quali non sono stati, fino a pochi mesi fa, pubblicati sull’Albo pretorio on-line, senza peraltro contenere adeguate motivazioni normativamente invece previste.

 

ASSUNZIONI ARCI NAPOLI

Una menzione a parte merita la questione inerente le assunzioni del personale effettuate da ARCI Napoli.
Dunque: il titolare di ARCI Napoli, Dott. Mariano Anniciello, è stato il testimone dell’unione civile del nostro sindaco Giorgio Zinno; una parte dei numerosi dipendenti assunti da ARCI Napoli sono parenti di dipendenti del Comune di San Giorgio a Cremano, alcuni dei quali oggi ricoprono addirittura incarichi fiduciari per l’Amministrazione, come nel caso del portavoce del Sindaco.
Evviva la casualità!

 

LE PROROGHE ILLEGITTIME

Come da contratto il 31 Dicembre 2016 sono scaduti i termini naturali della convenzione ed il Settore competente, pur avendo avuto la possibilità di effettuare un nuovo bando di gara per la programmazione del progetto “accoglienza” per le annualità 2017/19 (a cui l’Ente ha avuto accesso grazie ad un nuovo finanziamento accordato dal Ministero), si è fatto trovare impreparato per cui è stato costretto a ricorrere a delle proroghe del servizio, per la precisione 3, che coprono un arco temporale che va dal 1°Gennaio all’11 Ottobre 2017. Proroghe, di cui è beneficiaria naturalmente ARCI Napoli, nonostante l’ANAC abbia più volte chiarito che l’istituto della proroga tecnica sia consentito “come soluzione di carattere eccezionale in caso di effettiva necessità di assicurare il servizio e sempre che l’esigenza di ricorrere a tale dilazione del termine di durata dell’affidamento non dipenda da causa imputabile alla stazione appaltante“.
Imputabile eccome dal momento che, solo pochi giorni fa, i documenti di gara sono stati trasferiti alla Centrale Unica di Committenza per i successivi adempimenti al fine di individuare un nuovo soggetto del Terzo settore che gestisca i servizi di accoglienza. Inutile dire che le proroghe sono avvenute tutte nonostante un parere negativo emanato dal Segretario generale dell’Ente su nostra segnalazione (clicca qui per visualizzarla). Naturalmente anche su questo aspetto non ci siamo fatti trovare imprepati e abbiamo così deciso di portare il caso all’attenzione anche del Prefetto di Napoli attraverso un esposto dettagliato (clicca qui per leggerlo).

 

IL NUOVO CAPITOLATO

Sotto la lente d’ingrandimento è finito anche il nuovo Capitolato di gara elaborato dal Settore competente dell’Ente, il quale presenta due punti “sui generis”.
Il primo riguarda la cosiddetta “clausola sociale” che, prevedendo l’obbligo da parte del nuovo soggetto affidatario di assorbire il personale dipendente della Cooperativa “ARCI Napoli”, sembrerebbe a nostro avviso alquanto restrittiva della libertà di concorrenza.
Il secondo attiene al divieto per i concorrenti alla gara di poter ricorrere all’istituto dell’”avvalimento”, benché previsto dal nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. 50/16). Si ritiene che precludere ai soggetti del terzo settore il ricorso all’avvalimento possa creare delle maglie troppo strette per la ricerca degli operatori favorendo così le grosse organizzazioni le quali, potendo disporre di maggiori requisiti tecnico-professionali o economico-finanziari, avrebbero potuto fare a meno di questo istituto, risultando quindi avvantaggiate. Fortunatamente queste due anomalie, dopo le segnalazioni giunte da parte nostra e del Consigliere di opposizione Russo, sono state prese in considerazione ed eliminate in toto dal nuovo capitolato.

Di tutto ciò che fin qui vi abbiamo raccontato e di altro ancora ne chiede conto il Ministero degli Interni da noi interpellato sul tema (vedi foto).

Nel frattempo ci chiediamo: la stesura di questa commedia terminerà qui? Non lo sappiamo! La Zinno&Co. è sempre pronta a stupirci con “effetti eccezionali”. Noi non ci distrarremo, e continueremo a vigilare come sentinelle della legalità!

 

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