La San Giorgio Liberata…tragicommedia in II atti

Praesidem tabulae publicae maior diffidentiae”: questo motto latino significa letteralmente “la maggioranza di governo sfiducia il Presidente” e potrebbe essere il canto introduttivo della nuova opera letteraria, tutta targata governo Zinno, il cui titolo potrebbe suonare più o meno come la “San Giorgio Liberata”. E’ un’opera che ha tenuto impegnata, negli ultimi mesi, la quasi totalità della maggioranza del governo della città nella sua stesura. Nemmeno il buon Torquato Tasso ha impiegato così tanto tempo per il suo capolavoro “la Gerusalemme liberata”. L’obiettivo dell’opera è stato però quello di distrarre i Consiglieri stessi dai reali problemi che attanagliano la città stessa: degrado urbano, assenza di controllo del territorio, impianti di illuminazione funzionanti a fasi alterne, buche, strade chiuse, lavori “perennemente” in corso. La votazione è stata effettuata con voto palese e non sono mancati i colpi di scena. In primis, il consigliere Mignano (Centro Democratico) dalle fila della maggioranza ha ribadito il proprio voto contrario alla mozione di sfiducia nei confronti dell’ormai ex-Presidente del Consiglio Comunale Ciro Russo. Inoltre una parte delle forze di opposizione, formata dal “duo” Esposito Grazia e Ciro Di Giacomo (Forza Italia), hanno votato insieme alla maggioranza la mozione di sfiducia, quasi a sigillare un prossimo eventuale sodalizio tra le due forze politiche.

Pur condividendo la nostra posizione circa l’opportunità di uscire dallo stallo amministrativo che la discussione sulla sfiducia al Presidente Russo ha causato al Consiglio Comunale negli ultimi mesi, la maggioranza ha abbandonato pretestuosamente l’aula facendo cadere il numero legale con conseguente scioglimento del Consiglio immediatamente dopo la votazione della mozione di sfiducia. Ciò ha di fatto impedito all’Assise di continuare ad esaminare le successive mozioni, interrogazioni, approvazioni di regolamenti, nonché le discussioni riguardo ai debiti fuori bilancio. Riteniamo che tale atteggiamento sia assolutamente irresponsabile e irrispettoso nei confronti della cittadinanza.

Il Movimento 5 Stelle ha confermato il suo VOTO CONTRARIO alla mozione di sfiducia (la seconda, dopo una prima ritirata dalla stessa maggioranza) presentata nei confronti del Presidente Russo non avendo ravvisato comportamenti scorretti, principale capo d’accusa lanciato dalla maggioranza, durante lo svolgimento dell’ufficio da lui presieduto.

Intanto il tempo passa, i problemi aumentano, lo scontento dei cittadini aumenta di giorno in giorno, mentre le forze di maggioranza temporeggiano adottando la strategia del politico romano Quinto Fabio Massimo. Aspettano forse di lasciar scivolare la faccenda nel dimenticatoio continuando a “ciurlare nel manico”? Cosa resterà di questo consiglio? Ai posteri l’ardua sentenza.

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