Il referendum costituzionale e la strana storia dei computers…

L’Amministrazione comunale: fonte inesauribile di casi di affidamenti poco trasparenti e gestione anomala in materia di appalti!

Il Settore Nuove Tecnologie è il fiore all’occhiello del Comune di San Giorgio a Cremano in materia di cattiva gestione di risorse materiali ed economiche, vantando, in tal senso, una lunga tradizione: dall’acquisto del monitor (spento!) da 24.000 €, e del lettore ottico inutilizzato per l’archiviazione dei documenti, al caso della telefonia mobile….Tutte situazioni da noi denunciate presso l’Autorità contabile!
Stavolta, l’occasione per una nuova “performance”, è stata rappresentata dal referendum costituzionale del 4 Dicembre scorso, per il quale è stato effettuato, da parte dell’Ente, l’acquisto di attrezzature hardware.

Di fatti, con la Determinazione dirigenziale n. 34 del 16/11/16 del Settore SS.DD. veniva bandita la gara, con importo a base per un totale di € 16.200 Iva inclusa (calcolato sulla scorta di una “fantomatica” indagine sul Mercato Elettronico per le Pubbliche Amministrazioni MEPA!), incluso trasporto, montaggio e garanzia 36 mesi, per la seguente fornitura:
n°10 personal computers
n°10 monitors da 21.5 pollici
n°2 notebooks,
n°2 ultrabooks
N°2 multifunzioni di rete
N° 2 stampanti a laser

Si stabiliva poi, di invitare alla procedura competitiva, 5 ditte specializzate nella tipologia di materiali richiesti “e tra quelle che hanno già effettuato forniture similari presso l’Ente”: tutte ditte, inutile dirlo, individuate direttamente dal Settore competente.
Il giorno seguente la gara, venivano trasmesse le lettere di invito a formulare una propria offerta entro e non oltre il 21 Novembre 2016, prevedendo così appena 5 giorni di tempo (comprensivi di 2 giorni festivi!) per preparare la propria candidatura.
Il 29 Novembre si radunava la Commissione di gara per la valutazione delle offerte, così composta: la D.ssa Pavia in qualità di Presidente, il Sig. Criscuolo in veste di esperto tecnico e la Sig.ra Lettica per la funzione amministrativa.
All’apertura delle buste era presente la sola ditta Web Service, l’unica ad aver presentato l’offerta (giunta al protocollo 4 minuti prima del termine di scadenza!), la quale si aggiudicava la gara pure con un ribasso del 7,218%, dal momento che le altre ditte (New Copy, Lamanna Sabato, Ascor Buffetti e Partenufficio) avevano declinato l’invito.
Aggiudicazione che viene formalizzata definitivamente il primo Dicembre, ovvero a 3 giorni dalla tornata referendaria, attraverso la Determina dirigenziale n. 40.

A questo punto, che dire……Leggendo la storia di anomalie procedurali ne emergono varie! E naturalmente, esse non potevano passare inosservate ai nostri occhi, avendole di fatto sottoposte per iscritto, attraverso il nostro portavoce Danilo Cascone, all’attenzione del Segretario generale:

– In primis, l’assenza di adeguate motivazioni sull’urgenza dell’acquisto tale da indurre il Settore competente a rivolgersi a ditte di propria conoscenza anziché consultare, come previsto dalla legge, il MEPA, ossia il catalogo dei prodotti elettronici per le pubbliche amministrazioni;
– in seconda istanza, l’applicazione tardiva degli obblighi di trasparenza, dal momento che gli atti dirigenziali di indizione della gara e di affidamento venivano pubblicati sull’albo pretorio on line soltanto in data 21 Dicembre 2017 (pubblicazione peraltro avvenuta solo a seguito della nostra segnalazione);
– infine, l’incongruenza emersa nella procedura di individuazione del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) che, nella prima fase di indizione della gara, risulta essere il Funzionario Luigi Criscuolo, mentre, nella fase successiva di affidamento, è la Funzionaria Rosaria Pavia, entrambi componenti della commissione valutatrice di gara (clicca qui per leggere la nostra segnalazione ufficiale).

Tutte queste perplessità da noi sollevate trovavano risposta in 2 note (clicca quiqui per consultarle) a firma del Dirigente del Settore D.ssa Lucia Cicatiello, le quali però risultano a nostro parere non esaustive.

Sebbene le attrezzature relative alla fornitura in esame, siano poi state assegnate, al termine delle operazioni di voto, a diversi Settori tra cui principalmente quello Avvocatura e quello dei Servizi Demografici con l’obbligo di metterle a disposizione per eventuali successive elezioni, a noi pare che il modus operandi dell’Ente risulti essere sempre meno rispettoso dei principi di legalità, buon andamento, imparzialità, ragionevolezza, tipici delle amministrazione pubbliche!

Il sistema “BancomatSanGiorgio” è duro a morire! Ma noi non ci arrenderemo fin quando i vetri della “casa di cristallo” comunale (cit. Sindaco Giorgio Zinno) non torneranno ad essere chiari e trasparenti!

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