Cara mensa…chi può pagare resta, ma chi non può va via!

Aumento del costo dei buoni pasto per gli alunni non residenti delle scuole pubbliche nella “Città dei bambini e delle bambine”

La Giunta Comunale tramite Delibera n. 284 del 4 ottobre 2016 ha previsto per l’anno scolastico 2016/2017, l’incremento e la differenziazione del costo della refezione scolastica per gli alunni di scuola materna e primaria non residenti sul territorio comunale. L’immediata esecutività della delibera permetterà di applicare le nuove tariffe a tutti, indipendentemente dall’anno di iscrizione.

Le nostre obiezioni riguardano non solo l’opportunità di creare una neonata “diversità” fra bambini residenti in città e quelli residenti in territori limitrofi e naturalmente connessi nel tessuto economico e sociale, ma anche la comprovata assenza di giudizio di questa Amministrazione nel prevedere tale incremento per tutti i bambini, inclusi quelli che risultano iscritti agli anni successivi al primo. Per queste ragioni abbiamo richiesto un’immediata rettifica della Delibera, esprimendo le doverose perplessità in sede di Commissione.

E’ compito dell’elettore giudicare le scelte economiche compiute dall’Amministrazione della “Città dei bambini e delle bambine” ed il loro ritorno in termini di benefici ma, quantomeno, incrementare le tariffe della mensa solo per i “nuovi” iscritti al primo anno del ciclo scolastico, sarebbe stata una previsione doverosa.
E’ all’atto della scelta della scuola alla quale iscrivere i propri figli che i genitori devono essere messi a conoscenza dei costi previsti per usufruire del servizio mensa e, solo in questo modo, potranno essere in grado di fare le giuste valutazioni. Ma poi, perché rendere la nostra cittadina meno inclusiva per i bambini?

Nell’analisi dei costi operata dall’attuale amministrazione è stata inserita la possibile perdita di circa 500 iscrizioni nelle scuole comunali del nostro territorio? Il contributo volontario versato dai genitori degli alunni delle scuole materne e primarie rappresenta un forte sussidio per lo svolgimento delle attività scolastiche e, di certo, una diminuzione delle iscrizioni non è auspicabile né per i dirigenti delle moderne “aziende” scolastiche (sempre alla ricerca di fondi da reperire per finanziare progetti), nè tantomeno per gli insegnanti “precari” in continua ricerca di una stabilità lavorativa!

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